MI CHIAMO ANDREA, FACCIO FUMETTI
ven 04 set
|Teatro Comunale "Montanari", Via Giuseppe Garibaldi, 28, 42010 Rio Saliceto RE, Italia
Uno spettacolo di Andrea Santonastaso con A. Santonastaso, regia di Nicola Bonazzi produzione del Teatro dell'Argine


Orario & Sede
04 set 2026, 21:30
Teatro Comunale "Montanari", Via Giuseppe Garibaldi, 28, 42010 Rio Saliceto RE, Italia
Info sull'evento
Mi chiamo Andrea, faccio fumetti è una biografia, ma non è una biografia.
È un monologo disegnato.
È un omaggio che non vuole omaggiare nessuno.
È una dichiarazione di resa di fronte alle sentenze perentorie del destino.
È l' ennesima constatazione di un Salieri di fronte ad un Mozart.
Spettacolo vincitore del Premio PalcoOff Catania e Menzione speciale Motus Siena - Fringe Italia Off International Festival 2025.
Andrea Santonastaso, attore oggi, disegnatore di fumetti una volta, racconta, attraverso le parole scritte da Christian Poli, l'arte del più grande disegnatore di fumetti (e non solo, anche pittore, autore, poeta e chi più ne ha...) che il nostro paese abbia avuto: Andrea Pazienza. Lo fa dichiarando la sua impotenza di fronte al talento immenso di questo istrione dei pennelli (ma anche dei pennarelli, delle matite, dei gessetti e chi più ne ha...).
Lo fa dichiarando la sua inferiorità, ma anche la sua rabbia di fronte allo spreco cosciente e quasi premeditato di tanta arte pura in nome della follia di “un buco”. Lo fa raccontando Pentothal, Zanardi, Pertini… Lo fa entrando “dentro” a Gli ultimi giorni di Pompeo, soprattutto. E, infine, lo fa disegnando in scena e onorando indegnamente (o tentando di farlo) colui che è stato “il più grande disegnatore vivente”.
Viva Paz.
Viva Andrea, Michele, Ciro.
Andrea Santonastaso
è nato a Bologna, vive a Vignola, ha studiato con Igort, Iori, Cavazzano, poi ha deciso di fare l' attore. Recita dal '93
Christian Poli
è nato a Bologna dove vive. Scrive, scrive, scrive. Per il cinema, per la pubblicità, per la fiction. Collabora con la Bottega di Narrazione Finzioni fondata da Carlo Lucarelli.
Il Teatro dell’Argine
ha deciso da subito di sposare il progetto di Andrea Santonastaso, poiché, nell’intreccio di storia sociale e biografica che lo spettacolo realizza, ha ritrovato le ragioni della propria poetica, e di un percorso spesso volto allo scandaglio di figure e temi di un passato recente in grado di parlare alla sensibilità contemporanea.
